Servizio sociale h24, gettate le basi per l’istituzione del Pronto Intervento Sociale

L’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia continua la strategia del dialogo con istituzioni e soggetti politici.
Importante interlocuzione è avvenuta con l’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Dott. Antonio Scavone, il quale ha manifestato interesse ed entusiasmo nel ricevere i rappresentanti dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali.
E’ stata affrontata la tematica dell’istituzione del PIS “Pronto intervento sociale”, poiché  si  avverte l’esigenza di avviare una fase di studio, formazione e discussione pubblica per giungere alla costituzione di un progetto per la creazione di un Modello Unico e di Linee guida per la realizzazione di un  PIS Regionale. Lo scopo è di garantire una presenza effettiva ed efficace del servizio sociale h24, nei confronti di quelle persone che improvvisamente si trovino in quelle situazioni che richiedono un intervento immediato o comunque tempestivo, non differibile, da svolgersi prontamente; situazioni nelle quali ne deriverebbe grave rischio e danno alla persona o alla famiglia nel caso di un mancato o ritardato intervento del servizio sociale.
<<Costruire garanzia e continuità – dice l’Assessore Regionale Antonio Scavone – del lavoro dell’Assistente Sociale favorirebbe un sistema Socio-Assistenziale in grado di dare unicità alle attività e ai servizi presenti in ogni territorio>>. L’Assessore regionale Scavone ha assunto l’impegno nel collaborare con l’Ordine Professionale per stilare linee di indirizzo da inoltrare ai distretti sociosanitari.
Non è stato l’unica tematica trattata nell’incontro tenutosi nella sede dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro a Palermo.
<<Tanti punti sono stati trattati – dice il Dott. Giacomo Sansica, Presidente della Commissione “Politiche Sociali e rapporti con le istituzioni” dell’Ordine – in riferimento al ruolo e alle competenze dell’Assistente Sociale all’interno degli Enti locali, alla valutazione di inserire l’Ordine regionale degli Assistenti Sociali nei Tavoli Regionali e all’Interno dei Piani di Zona e soprattutto alle difficoltà che i comuni rappresentano nel garantire il proseguo e la continuità  degli assistenti sociali, oggi assunti per il PON Inclusione. Il riferimento è a tutti gli Assistenti Sociali e gli altri operatori sociali, assunti sia con contratto diretto da parte dei Distretti e dai Comuni, sia quelli assunti dalle Cooperative Sociali che hanno ricevuto in appalto il servizio per l’Ente Comunale per il PON Inclusione e quelli che sono stati assunti con contratto autonomo Libero Professionale (P.IVA)>>.
Sono almeno duemila, tra assistenti sociali, psicologi ed educatori, che ad oggi sono precari, nel Programma operativo nazionale (Pon) inclusione, che garantiscono una importante fetta dei servizi sociali territoriali, in particolare nella lotta alla povertà. Oggi, risultano essere fondamentali all’interno degli Enti Locali, perché garantiscono interventi mirati attraverso la presa incarico di tutto il nucleo familiare, e non solo del singolo beneficiario del RDC. Inoltre, occorre precisare che sono stati chiamati anche a supportare l’intero Servizio Sociale Professionale, andando oltre le funzioni inizialmente previste e richieste.
Accolta favorevolmente anche la richiesta di inserimento dei rappresentanti dell’Ordine nei tavoli tecnici. <<In riferimento al ruolo Istituzionale dell’Ordine – dice il Presidente dell’Ordine Professionale, Dott. Giuseppe Graceffa – all’interno dei Tavoli Tecnici, ciò garantirebbe un lavoro di rete utile a rafforzare le competenze di ogni singolo attore presente e pianificare interventi a misura territoriale a beneficio della collettività>>. 

Servizio sociale h24, gettate le basi per l’istituzione del Pronto Intervento Sociale

L’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia continua la strategia del dialogo con istituzioni e soggetti politici.
Importante interlocuzione è avvenuta con l’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Dott. Antonio Scavone, il quale ha manifestato interesse ed entusiasmo nel ricevere i rappresentanti dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali.
E’ stata affrontata la tematica dell’istituzione del PIS “Pronto intervento sociale”, poiché  si  avverte l’esigenza di avviare una fase di studio, formazione e discussione pubblica per giungere alla costituzione di un progetto per la creazione di un Modello Unico e di Linee guida per la realizzazione di un  PIS Regionale. Lo scopo è di garantire una presenza effettiva ed efficace del servizio sociale h24, nei confronti di quelle persone che improvvisamente si trovino in quelle situazioni che richiedono un intervento immediato o comunque tempestivo, non differibile, da svolgersi prontamente; situazioni nelle quali ne deriverebbe grave rischio e danno alla persona o alla famiglia nel caso di un mancato o ritardato intervento del servizio sociale.
<<Costruire garanzia e continuità – dice l’Assessore Regionale Antonio Scavone – del lavoro dell’Assistente Sociale favorirebbe un sistema Socio-Assistenziale in grado di dare unicità alle attività e ai servizi presenti in ogni territorio>>. L’Assessore regionale Scavone ha assunto l’impegno nel collaborare con l’Ordine Professionale per stilare linee di indirizzo da inoltrare ai distretti sociosanitari.
Non è stato l’unica tematica trattata nell’incontro tenutosi nella sede dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro a Palermo.
<<Tanti punti sono stati trattati – dice il Dott. Giacomo Sansica, Presidente della Commissione “Politiche Sociali e rapporti con le istituzioni” dell’Ordine – in riferimento al ruolo e alle competenze dell’Assistente Sociale all’interno degli Enti locali, alla valutazione di inserire l’Ordine regionale degli Assistenti Sociali nei Tavoli Regionali e all’Interno dei Piani di Zona e soprattutto alle difficoltà che i comuni rappresentano nel garantire il proseguo e la continuità  degli assistenti sociali, oggi assunti per il PON Inclusione. Il riferimento è a tutti gli Assistenti Sociali e gli altri operatori sociali, assunti sia con contratto diretto da parte dei Distretti e dai Comuni, sia quelli assunti dalle Cooperative Sociali che hanno ricevuto in appalto il servizio per l’Ente Comunale per il PON Inclusione e quelli che sono stati assunti con contratto autonomo Libero Professionale (P.IVA)>>.
Sono almeno duemila, tra assistenti sociali, psicologi ed educatori, che ad oggi sono precari, nel Programma operativo nazionale (Pon) inclusione, che garantiscono una importante fetta dei servizi sociali territoriali, in particolare nella lotta alla povertà. Oggi, risultano essere fondamentali all’interno degli Enti Locali, perché garantiscono interventi mirati attraverso la presa incarico di tutto il nucleo familiare, e non solo del singolo beneficiario del RDC. Inoltre, occorre precisare che sono stati chiamati anche a supportare l’intero Servizio Sociale Professionale, andando oltre le funzioni inizialmente previste e richieste.
Accolta favorevolmente anche la richiesta di inserimento dei rappresentanti dell’Ordine nei tavoli tecnici. <<In riferimento al ruolo Istituzionale dell’Ordine – dice il Presidente dell’Ordine Professionale, Dott. Giuseppe Graceffa – all’interno dei Tavoli Tecnici, ciò garantirebbe un lavoro di rete utile a rafforzare le competenze di ogni singolo attore presente e pianificare interventi a misura territoriale a beneficio della collettività>>.