L'ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI SICILIA PRESENTE ALL'EVENTO VOLONTARIATO E PROBATION. IERI, OGGI E DOMANI

Anche l’Ordine degli Assistenti Sociali regione Sicilia presente all’evento VOLONTARIATO E PROBATION. IERI, OGGI E DOMANI tenutosi il 10 settembre 2021 presso la sala delle Adunanze del Tribunale di Catania organizzato dall’UDEPE e dal CSVE • il nostro presidente Giuseppe Ciulla ha voluto condividere tre immagini:

La prima immagine è quella della PORTA
Ci sono diverse porte all’interno del sistema della giustizia che fanno prefigurare a tutti noi cosa c’è dall’altra parte e se parliamo di  probation e volontariato, allora dobbiamo varcare, a mio avviso, una delle porte più belle all’interno del sistema giustizia “la porta del Servizio Sociale”, sia in ambito minorile che adulti, è l’anello di congiunzione tra la magistratura e le diversi parti sane della società civile, tra queste, il volontariato è per antonomasia tra le espressioni più belle della società.

Da questa porta la giustizia si muove verso l’esterno con un nuovo modo di manifestarsi e nella probation diventa comunità, è una porta di speranza, a sua volta la comunità con i servizi che offre concorre nell’esercizio della giustizia.

All’interno della porta del servizio sociale ci sono luoghi in cui la probation o messa alla prova da ideazione diventa azione, un lavoro che potremmo definire sartoriale, che il servizio sociale, attraverso la progettazione partecipata, cuce interagendo con la persona interessata. Elemento dopo elemento. Un nuovo abito interiore, cade quello di probabile detenuto e fa vestire quello di detentore di una opportunità. Il volontariato è una delle parti più belle di quel vestito, perché restituisce decoro alla persona.

La seconda immagine è quella del DONO
Nella costruzione della probation c’è il valore del dono, un voler cedere qualcosa che si possiede all’altro. ConDonare una possibile condanna attraverso la probation è l’anelito del dono da parte dello Stato mentre al servizio sociale della Giustizia spetta la responsabilità e la competenza di riempire quel dono di contenuti. Ma quali contenuti?

Il dono è insito nella gratuità propria del volontariato. Diventa ricchezza quando genera reciprocità, riconoscenza, nuovi nodi relazionali, nuovi legami. Il dono attraverso l’azione del volontariato diventa riparazione: riparazione del fatto penale; riparazione della società vittima del reato, tenendo ferma la rotta dell’impegno si ripara qualcosa che si era rotto, il patto di fiducia sociale; riparazione di sé, la forma più alta del dono, dare una nuova visione alla persona di poter stare nel mondo, l’opportunità di sentirsi non obbligati a fare ma libera di scegliere.

La terza immagine è il SENSO
Il senso ha tanti significati, il senso è una parte organica di ogni persona, può indicare la direzione. Per noi Assistenti Sociali il senso ha una connotazione etica ed ontologica, ma soprattutto esistenziale. Dare senso ad un intervento per noi è il motivo per cui esserci. Perché il fare del Volontariato nella probation deve poter generare. Un rimodellamento interiore attraverso l’esperienza esteriore, una rivisitazione costante e partecipata dell’esperienza stessa. Questo per noi ha senso.

Per fare ciò occorre uno spazio ed un tempo dedicato alla persona, alle persone e alle reti come risorse coinvolte, agli obiettivi da raggiungere. È uno spazio ed un tempo per fare, programmare e per dare un senso alla persona che vorrà essere. È uno spazio ed un tempo di quantità e qualità.

Nell’ordine quantità di risorse umane e comunitarie, qualità di interventi mirati.

«Ho chiesto ad una collega come procede con la probation, mi ha risposto seguo 180 persone (attenzione persone non richieste o pratiche), ho risposto e come fai? – Mi sarei aspettato una critica, una rivendicazione, invece mi ha risposto con un sorriso – E che devo fare, hanno bisogno di noi. (ripetendo quel sorriso che è tipico di chi opera con responsabilità e umanità in particolari frontiere del mondo – un sorriso che dà senso alla dignità ed ai diritti delle persone direttamente interessate)».

Il rischio, probabilmente, è la diluzione dei diritti delle persone come occasione di senso, dei loro visi e delle competenze in gioco.

C’è in atto, all’interno della professione, un movimento riflessivo e non meramente rivendicativo sul ruolo del servizio sociale della giustizia; l’Ordine nazionale ha già avviato degli interventi mirati che presto porteranno a dei risultati. Noi come Consiglio della Sicilia abbiamo recentemente istituito un Tavolo Giustizia Regionale, perché sembra Vivo in ogni assistente sociale il desidero di dare ancora un senso a quella PORTA, un senso a quel DONO, un senso al SENSO. 

In foto Giuseppe Ciulla – presidente Ordine Assistenti Sociali regione Sicilia; Avv. Letizia Galati – avvocato penalista presso il Foro di Catania; Dott. Salvatore Raffa – presidente CSVE; Dott. Antonio Gelardi – direttore UDEPE Catania; Avv. Francesca Gullotta – moderatrice.

L'ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI SICILIA PRESENTE ALL'EVENTO VOLONTARIATO E PROBATION. IERI, OGGI E DOMANI

Anche l’Ordine degli Assistenti Sociali regione Sicilia presente all’evento VOLONTARIATO E PROBATION. IERI, OGGI E DOMANI tenutosi il 10 settembre 2021 presso la sala delle Adunanze del Tribunale di Catania organizzato dall’UDEPE e dal CSVE • il nostro presidente Giuseppe Ciulla ha voluto condividere tre immagini:

La prima immagine è quella della PORTA
Ci sono diverse porte all’interno del sistema della giustizia che fanno prefigurare a tutti noi cosa c’è dall’altra parte e se parliamo di  probation e volontariato, allora dobbiamo varcare, a mio avviso, una delle porte più belle all’interno del sistema giustizia “la porta del Servizio Sociale”, sia in ambito minorile che adulti, è l’anello di congiunzione tra la magistratura e le diversi parti sane della società civile, tra queste, il volontariato è per antonomasia tra le espressioni più belle della società.

Da questa porta la giustizia si muove verso l’esterno con un nuovo modo di manifestarsi e nella probation diventa comunità, è una porta di speranza, a sua volta la comunità con i servizi che offre concorre nell’esercizio della giustizia.

All’interno della porta del servizio sociale ci sono luoghi in cui la probation o messa alla prova da ideazione diventa azione, un lavoro che potremmo definire sartoriale, che il servizio sociale, attraverso la progettazione partecipata, cuce interagendo con la persona interessata. Elemento dopo elemento. Un nuovo abito interiore, cade quello di probabile detenuto e fa vestire quello di detentore di una opportunità. Il volontariato è una delle parti più belle di quel vestito, perché restituisce decoro alla persona.

La seconda immagine è quella del DONO
Nella costruzione della probation c’è il valore del dono, un voler cedere qualcosa che si possiede all’altro. ConDonare una possibile condanna attraverso la probation è l’anelito del dono da parte dello Stato mentre al servizio sociale della Giustizia spetta la responsabilità e la competenza di riempire quel dono di contenuti. Ma quali contenuti?

Il dono è insito nella gratuità propria del volontariato. Diventa ricchezza quando genera reciprocità, riconoscenza, nuovi nodi relazionali, nuovi legami. Il dono attraverso l’azione del volontariato diventa riparazione: riparazione del fatto penale; riparazione della società vittima del reato, tenendo ferma la rotta dell’impegno si ripara qualcosa che si era rotto, il patto di fiducia sociale; riparazione di sé, la forma più alta del dono, dare una nuova visione alla persona di poter stare nel mondo, l’opportunità di sentirsi non obbligati a fare ma libera di scegliere.

La terza immagine è il SENSO
Il senso ha tanti significati, il senso è una parte organica di ogni persona, può indicare la direzione. Per noi Assistenti Sociali il senso ha una connotazione etica ed ontologica, ma soprattutto esistenziale. Dare senso ad un intervento per noi è il motivo per cui esserci. Perché il fare del Volontariato nella probation deve poter generare. Un rimodellamento interiore attraverso l’esperienza esteriore, una rivisitazione costante e partecipata dell’esperienza stessa. Questo per noi ha senso.

Per fare ciò occorre uno spazio ed un tempo dedicato alla persona, alle persone e alle reti come risorse coinvolte, agli obiettivi da raggiungere. È uno spazio ed un tempo per fare, programmare e per dare un senso alla persona che vorrà essere. È uno spazio ed un tempo di quantità e qualità.

Nell’ordine quantità di risorse umane e comunitarie, qualità di interventi mirati.

«Ho chiesto ad una collega come procede con la probation, mi ha risposto seguo 180 persone (attenzione persone non richieste o pratiche), ho risposto e come fai? – Mi sarei aspettato una critica, una rivendicazione, invece mi ha risposto con un sorriso – E che devo fare, hanno bisogno di noi. (ripetendo quel sorriso che è tipico di chi opera con responsabilità e umanità in particolari frontiere del mondo – un sorriso che dà senso alla dignità ed ai diritti delle persone direttamente interessate)».

Il rischio, probabilmente, è la diluzione dei diritti delle persone come occasione di senso, dei loro visi e delle competenze in gioco.

C’è in atto, all’interno della professione, un movimento riflessivo e non meramente rivendicativo sul ruolo del servizio sociale della giustizia; l’Ordine nazionale ha già avviato degli interventi mirati che presto porteranno a dei risultati. Noi come Consiglio della Sicilia abbiamo recentemente istituito un Tavolo Giustizia Regionale, perché sembra Vivo in ogni assistente sociale il desidero di dare ancora un senso a quella PORTA, un senso a quel DONO, un senso al SENSO. 

In foto Giuseppe Ciulla – presidente Ordine Assistenti Sociali regione Sicilia; Avv. Letizia Galati – avvocato penalista presso il Foro di Catania; Dott. Salvatore Raffa – presidente CSVE; Dott. Antonio Gelardi – direttore UDEPE Catania; Avv. Francesca Gullotta – moderatrice.